Nostalgia

Ricorda la primavera questo tiepido sole autunnale. E profuma come un amore sfiorito mai dimenticato.

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Ssss… | Silenzio

Ssss… non aggiungere nulla,

lascia che il silenzio invada la stanza

che disegni capriole tra i sospiri degli amanti

e si stenda tra i corpi ormai muti di slanci.

Ssss… ascolta la marea del respiro e il naufragare del cuore

che tenta – invano – di ancorarsi ad un amore inabissato nel tempo.

Ssss… nel silenzio le lenzuola piangono, stridono i bottoni nelle asole,

gli sguardi arrancano. Nulla ha più voce o suono.

Ssss… siamo sospesi tra estasi ed abbandono.

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Pasqua

Nell’orto dei Getsemani

Flagellata dall’indifferenza

Indegna di qualunque croce

Rivivo il bacio del tradimento

Senza speranza di resurrezione.

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Nostalgia

La nostalgia arriva in punta di piedi

Ti coglie di sorpresa mentre stai vivendo

Non suona il campanello

Entra

Si accomoda nel cuore e sussurra il tuo nome

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Nel tempo che rimane

Scrollati la nebbia dalle spalle

come scialle di noia incollato sulla pelle

Solleva il mento alla luna e lasciati illuminare

lentamente

Lieve, lungo l’argine della vita,

una luce leggera allungherà l’ombra dell’attesa

E ti trastullerai nel tempo che rimane

come libellula che ribolle nella notte

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Se potessi

Se potessi, per un giorno, avere quindic’anni

Farei due trecce a questa vecchia testa

Indosserei corte le calze e gambe al vento

E ballerei sulle mie scarpe rosse.

Le rane ascolterei, che adesso son scomparse

O sono diventata sorda io

Aspetterei le intermittenti lucciole la notte

E sognerei che stai arrivando tu

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Ti parlerò d’amore

Ti parlerò d’amore

Perché il mio corpo è stanco

E neppure nei sogni riaffiora il tuo nome.

Ti parlerò d’amore

Perché il ricordo è spento

Muto lo sguardo, immobile il tempo.

Racconterò una storia che non è stata mia

Frammenti di un dolore che non sento.

C’era una volta, amore

C’era qualcosa che non trovo più.

Eppure non so scrivere la parola fine

Perché alla fine resti solo tu.

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