Il palo

Non so come sarà domani
e se mai riuscirò a starci dento.
Ora sto come un palo piantato dentro a un fiume
a farmi accarezzare i fianchi.
Osservo lento il suo fluire e se si infuria – ché a volte accade –
spero che mi trascini al mare.
Un viaggio lungo, forse, ma qui non so che fare: non alla terra,
nè all’acqua o al cielo servo.
Sono presente.
Solo ogni tanto, un pettirosso un po’ distratto, forse stanco,
si appoggia sul mio capo a cinguettare.
Non si domanda cosa faccio qui, inutilmente eretto in mezzo alla corrente.
Sono paesaggio, approdo temporaneo – solo – per chi sa volare.

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Informazioni su Grazia Bruschi

Posso essere rondine per tornare, foglia per cadere. Posso essere tutto mentre scrivo, anche felice. https://graziabruschi.wordpress.com/
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7 risposte a Il palo

  1. poetella ha detto:

    certo…anche chi sa volare ha bisogno di riposo.
    A volte fa anche il nido…Chissà…

  2. gelsobianco ha detto:

    Che bella è questa tua poesia, Grazia!
    Io vedo una grande metafora.
    “approdo temporaneo per chi sa volare”
    Brava! Con il cuore te lo dico.
    Ti abbraccio
    gb

  3. lilasmile ha detto:

    Bella, davvero stupenda..
    p.s. ti ho scritto! 🙂

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