Morte alla cava

Labbra dal profumo di lardo

Restano ferme, dure

Fessure morte farcite di denti

Come pietre spaccate da cavatori stanchi.

Le sirene ora urlano e le scale sorreggono corpi

Distesi, straziati, morti.

Lastre di sepolcri per mute preghiere

Scivolano lungo la lizza

E ogni corda è una voce che invoca

Ogni nodo una sorda bestemmia che echeggia

Dannata tra Massa e Carrara.

Sembra neve oggi il marmo, impietoso

Risplende come ghiaccio che brucia

E scolpisce la carne di poveri cristi

Crocefissi e trafitti sulle Alpi Apuane.

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Informazioni su Grazia Bruschi

Posso essere rondine per tornare, foglia per cadere. Posso essere tutto mentre scrivo, anche felice. https://graziabruschi.wordpress.com/
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7 risposte a Morte alla cava

  1. massimobotturi ha detto:

    la dura realtà del lavoro, quello maltrattato da tutti, nonstante sia la vera ricchezza

  2. intesomale ha detto:

    Tu lo sai vero che io sono sempre il solito intesomale che critica tanto e loda poco e pochi? Non sono io che divento gentile: sei tu che sei in piena tempesta creativa…

  3. mellie ha detto:

    Che brividi.

  4. penna bianca ha detto:

    Sembra vera. Purtroppo. (brava come sempre)

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